Articoli giornalistici e critiche sull'arte

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Premessa

Nel mio percorso culturale mi sono trovata ad approfondire studi sull’immigrazione e l'interculturalità.

Nella scuola il problema dell'inserimento dei ragazzini stranieri si poneva sia nell'ambito didattico che culturale. Negli anni "90 a Milano l'immigrazione diventava sempre più un problema di inserimento e riconoscimento culturale.

In questo clima anche l'educatore diventava una figura di mediazione importante. Mi sono ritrovata a collaborare con associazioni come il G.R.T.(gruppo relazioni transculturali) nel settore per la diffusione delle culture del terzo mondo, con la Fondazione Cecchini-Pace, che si occupa di trasculturalità a livello sociale, e con la Cooperativa P.R.O.F.I.C.U.A. in progetti mirati sul territorio.

Altri articoli da me scritti riguardano argomenti inerenti la multiculturalità, l'arte ed il mondo della scuola, dove lavoro, che continua a offrire stimoli e riflessioni, essendo da sempre teatro di scontri-incontri tra culture e generazioni.


Articolo di Luisa Magarò

MILANO: INTERCULTURALITA’ AL FEMMINILE

Milano, dagli anni '60 ad oggi, vede le donne protagoniste di grandi ondate migratorie. Le prime immigrate provenivano dalle ex colonie della Somalia e dell'Eritrea. Attorno agli anni '70 si verificano migrazioni per motivi politici da Paesi dell'America Latina, mentre negli anni '80 donne dal Maghreb, dal Sahel e soprattutto dall'Asia emigrano da noi per motivi economici.

La maggior parte delle donne immigrate, circa il 70%, svolge il lavoro di colf, sebbene molte di loro, soprattutto filippine, asiatiche in genere e sudamericane, abbiano conseguito il diploma di laurea al loro Paese. Solo una minoranza lavora nei settori assistenziale e sanitario.

A Milano, tra gli anni '80 e '90, sono sorte diverse associazioni femminili che si propongono sia di risolvere problemi pratici delle donne immigrate, sia di promuovere il dialogo culturale all'interno della realtà sociale e strutturale milanese.

La Cooperativa P.R.O.F.I.C.U.A. (Professionalità al femminile interculturale associata) è una di queste che vede impegnate donne medico, avvocato, ricercatrici, assistenti sociali, psicologhe, pedagogiste e operatrici culturali italiane e straniere. Nasce nel 1991 a Milano da un gruppo di professioniste provenienti dall'America Latina, Africa, Asia, Europa. Queste insieme a donne italiane mettono a disposizione come equipe interculturale ed interdisciplinare, la propria professionalità e conoscenza della realtà migratoria, operando principalmente in cinque settori assistenziali: sociale, sanitario, educativo, psicologico e legale.

La PROFICUA offre consulenze a livello informativo e formativo (anche per scuole, enti pubblici e privati), dando la possibilità alle donne straniere di recuperare la propria professionalità per lavori più qualificati, grazie anche ad un supporto linguistico.

Alcune delle sue attività sono:

  • promuovere tematiche inerenti l'educazione allo sviluppo, la cultura e la lingua dei popoli migratori, l'integrazione tra immigrati e società milanese, a livello culturale ed istituzionale;

  • offrire servizi di interpretariato e traduzione specialistica in 14 lingue;

  • offrire consulenze specialistiche per progetti legati all'immigrazione;

  • organizzare viaggi e stages all'estero per professionisti ed operatori interessati a conoscere il funzionamento di servizi in altri Paesi;

  • organizzare corsi di cucina intercontinentale, rinfreschi, feste e cerimonie interculturali;

  • offrire un servizio di baby sitting in lingua madre per bimbi figli di immigrati o adottati o bilingue.

PROFICUA intende valorizzare il lavoro delle donne, anche straniere, per offrire agli immigrati a possibilità di meglio utilizzare i servizi e le risorse della città, favorendo lo scambio interculturale.

"La PROFICUA si è costituita negli anni '80 all'interno della Lega per i Diritti dei Popoli dove esisteva già un coordinamento di donne...", racconta la presidente della cooperativa, la professoressa cilena Lucy Rojas, giunta in Italia nel '73 a seguito del colpo di stato in Cile "...Cercavamo di individuare bisogni e progetti comuni scambiandoci esperienze riguardo alla salute, alla cultura al lavoro... La nostra società vive e funziona come se al proprio interno esistesse solo una cultura, in realtà molte culture coabitano sotto lo stesso tetto, non intendo solo le diversità etniche, ma anche le differenze culturali tra giovani e vecchi, donne e uomini, persone progressiste o più tradizionaliste. La società si ostina ad offrire una sola risposta."

Perché proprio le donne?

"Perché noi donne siamo più portate alla mediazione. La maggior parte delle donne straniere emigra, in realtà, perché contesta la propria cultura di appartenenza e aspira a vivere l'emancipazione della donna occidentale. In quasi tutte le tradizioni poi la donna è la più sottomessa e vincolata, è naturale quindi che la spinta al progresso parta da lei".

Come realizzate lo scambio interculturale nel sociale?

"Poiché la maggior parte delle socie sono operatrici nei servizi pubblici, è lì che cerchiamo di portare cambiamenti e apertura ad accogliere diverse culture."

Ma le donne straniere non sono in concorrenza con le italiane?

"PROFICUA nasce e propone un lavoro d'équipe interculturale e in ogni progetto è sempre presente qualche socia italiana che opera con le straniere. Ci teniamo molto ad essere, noi per prime, un laboratorio di pratica interculturale. Ma per cooperare e conoscersi deve esserci un dialogo alla pari. Se si danno alle persone straniere le condizioni per alzarti al tuo livello, allora può avvenire lo scambio."

Quali differenze hai riscontrato tra italiane e straniere?

"Noi straniere abbiamo in comune maggiori sofferenze e difficoltà iniziali. Molte sono le differenze culturali tra le donne riguardo alla partecipazione, all'uscire di casa. Per le donne asiatiche, africane ed arabe è più difficile uscire dalla famiglia e dal ruolo di custode della tradizione della comunità. Noi latinoamericane siamo più abituate a vivere e lavorare collettivamente anche rispetto alle donne italiane."

A quali progetti state lavorando?

"Attualmente collaboriamo al progetto ECOTONOS di volontariato nelle carceri milanesi, dove teniamo un corso di uso dei servizi della città e di educazione alla mondialità, per detenute italiane e straniere. Cerchiamo di migliorare l'ambiente nelle carceri e d'insegnare anche a queste donne che la differenza è prima di tutto una ricchezza. Oggi la donna, detentrice di tradizioni, diventa artefice di proposte innovative a dispetto di un sistema che tende ancora ad emarginarla."


Rainbow Bridge Weekly Magazine of
The Findhorn Foundation Community
£ 2.00
Andrew Murray
Retrospective of 16 paintings & drawings
Hours: 16-22 February, 10am - 4pm
Moray Art Centre 01309 692426
Exhibition Opening: Saturday, 16 February, 7.30 pm
All welcome
Published by New Findhorn Association 15 February, 2008

"Play art" in community
On my artistic path, I've never really thought what the essence of art was. While I was browsing in the the Findhorn website, I found this program. That brought me to Findhorn last summer.
I like to use this expression "to play art" , because when I get in contact with the flow of love, with nature and with service in community to be creative is very easy, like a game. What really means "the essence of art"? What makes every individual unique and beautiful in the artistic expression of self?
Clare introduced us to the artistic world of sculpture and drawing through different techniques but mostly by connecting to the natural elements and the vibration we feel through the contact.
On Erraid, this wild island, full of primordial energy, ancient tastes, I changed my artistic perception. This island is in itself a piece of art, with its strong contrasts, vivid wintry colour and the power of the wind. The animals seem to be messengers between landscape and human beings. This is the most beautiful present Clare could give to us!
To make art on Erraid has been an opportunity to let something from deep inside come up in this natural context. Like a child who starts to speak, I started to express my emotion held by the Erraid community.
All activities in the programme have been interesting to me: the experience of the voice with Kate, the life drawing, the puppet show, the sacred dance with Andy, etc. The inner child workshop with Javier gave me the opportunity to let out parts of myself that have been hidden for a long time.
The clay work with Craig gave me strong feelings while sharing the fire, working with the clay harvested on the beach. It was as if we were a primordial tribe building the first civilization by expressing ourselves through the clay.
Lesley's clowning was touching and fun. It gave us the opportunity to express ourselves with the authenticity and freshness of a child. Mary succeeded in helping foreign people in the group write in English in a creative and playful way.
Stewart introduced us to the pantomime. He wrote with mastery and intuition a brilliant text, choosing the right character for each of us, so that our specific skills were brought up in the show. I would like to thank you all (also Margo and Javier for helping us in our completion).
The relationship inside the group has not been always easy. We had moments of tension and difficulties due to the different backgrounds, ages and cultures in the group. I hope that at the last all learnt lessons for personal growth. For myself I can say I'm learning a new "art ", living in community. I discover the joy of expressing my skills, not only for myself, but also in sharing them with others to serve something bigger.
Luise Magaro

Chi cerca Opere e sculture in ceramica, sculture in pietra, sculture in legno, sculture in gesso, sculture in marmo, lavorazione terra cotta, arte, teatro e articoli

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