Critiche alle sculture e alle opere artistiche

Critiche alle sculture e alle opere artistiche
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La ricerca del sacro

L'opera della scultrice Luisa Magarò è una continua ricerca. Si tratta di una ricerca che passa dalla vita alla materia.

Per lei la sfida è trovare la forma già presente nella materia; in questo cerca di seguire la ben nota idea di Michelangelo, incontrata di nuovo nella formazione attraverso la scultura steineriana (per l'appunto con maestri di impostazione Steineriana con i quali si è formata).

La materia cela l'anima. La nasconde e la rivela. Si tratta di cercarsi nella materia,tramite la materia. Allora quello che non si può dire a parole lei lo comunica lavorando e dialogando con la materia.

L'artista usa soprattutto terracotta smaltata e pietra, perchè la ricerca stilistica consiste nel trovare un compromesso tra cultura e natura. Usa procedimenti particolari come la testa etrusca, dove si tratta di modellare la fisionomia di un volto dall'interno dell'opera sbalzando in fuori la forma. Un procedimento di questo genere è un percorso che permette d'incontrare un volto "interno", che non viene mostrato al mondo.

La scultura è una scelta per incontrare se stessa nell'anima sconosciuta. Il risultato è un viaggio nel sacro e nell'arcaico.

La materia viene trattata quanto basta per esprimere il suo momento creativo.Viene lavorata e smaltata in un modo morbido, conservando in sè qualcosa di abbozzato;una qualità liscia in cui la luce possa scivolare sinuosamente, senza trovare troppe ostruzioni.

Tutto diventa oggetto sacro animista, allisciato dal tempo; in cui l'anima della scultrice e l'anima dell'oggetto si incontrano e si specchiano di continuo.

L'oggetto artistico diviene allora qualcosa di intimo e sacro allo stesso tempo.
L'esperienza artistica diviene un modo per entrare in contatto con un sottofondo misterioso insito nella biografia.

La ricerca allora va verso forme sempre meno angolari e precise e sempre piu' aurorali.
Una ricerca di essenzialità come cercasse il momento in cui le cose, i sentimenti iniziano ad affiorare,ad uscire dall'anima per incontrare un'altra dimensione.

Sembra quasi lei voglia ritonare a raffigurare un continuo inizio di creazione.

Lugano 6 marzo 2008 - Prof. Marco Mari Grego

(Docente di storia dell'arte presso la Scuola Waldorf di Lugano).



Scultura rivelatrice

Scolpire, ricreare, riprodurre figure tridimensionali in uno spazio vuoto e in una forma apparentemente senza vita, pone in movimento una serie di immagini ed elaborazioni mentali che Luisa Magarò utilizza sapientemente, quando il senso della vista e della realtà fenomenica non possono esserci di aiuto.

Nella scultura dell'artista, esiste una volontà indistruttibile e poetica di riappropriarsi di valori primari, come il senso della terra, della natura, dell'energia allo stato puro e della storia dell'uomo. Il materiale che costituisce il substrato del suo stile scultoreo appartiene per lo più al regno organico della vita. La sua smaterializzazione, piuttosto che risolversi nei fenomeni dell'irradiazione elettromagnetica, investe il mondo di tutti gli elementi costitutivi della biologia, dalle cellule, ai protozoi, alle conchiglie.

Quello di Luisa Magarò è un vasto e coerente sistema di tipo "biomorfo" e "zoomorfo" dal quale si sprigiona un valore fluido, informe, diffuso e policentrico. Lo spazio diviene pulsante e sorgivo e dalle retrovie della massa emergono eventi, che richiamano la vita del mare e i movimenti nebulosi del cielo.

L'artista ama utilizzare riferimenti alla metamorfosi antropomorfa e ad elementi zoomorfi che si rifanno alla simbologia classica e mitologica, filtrata attraverso la filosofia antroposofica. La sua creatività indica il "contatto" con una matrice artistica autenticamente personale e nello stesso tempo comunicativa ed espressiva.

Le sue opere rimandano ad esperienze umane profondamente condivisibili, le quali si esemplificano attraverso la modulazione di forme e volumi sinuosi, coordinati e continui che, con tenacia, s'impossessano dello spazio circostante. Ogni riferimento culturale è assorbito nella validità autonoma delle forme ed il suo percorso di conoscenza, si accosta allo spirito dell’uomo che procede verso lo spirito dell’universo. Le sue opere sono frutto di una necessità che nasce dal cuore e dal sentimento e trova giustificazione e compimento come tentativo di soddisfare un'esigenza interiore. Così avvengono le più singolari e geniali fusioni di stili nelle dimensioni della sua nuova realtà plastica: una realtà aperta e in continuo mutamento. La sua arte è sempre percorsa da un flusso vitale che anima ogni piano, volume e profilo; e il suo ritmo è quello interiore, di uno spirito che si confonde con la natura stessa delle cose, per meglio comprenderle e dominarle, nella loro trasfigurazione fantastica.

Luisa Magarò propone con impeto e curiosità giovanili, l'amore per la vita e per la natura che l'ha ispirata, che le ha suggerito immagini favolose, nel corso di un'esperienza indipendente ed unica. I suoi lavori analizzano a fondo la relazione tra psiche, idee e loro evoluzione, portando alla mente la riscoperta di ricordi e sensazioni distanti ed apparentemente contraddittori, che si riferiscono ad oggetti d'amore primari ed idealizzati: l'amore collegato a persone, esperienze e circostanze esistenti nel quotidiano, interiorizzate nel ricordo e sublimate dall'aspetto scultoreo.

Il pensiero artistico della scultrice, si snocciola dinnanzi allo spettacolo multiforme e cangiante del mondo, costituito da una molteplicità di elementi in perenne trasformazione. Nel suo processo scultoreo esiste una realtà importante ed eterna, che gli antichi presofisti chiamavano "arché", intendendo con questo concetto la materia. Ed è proprio questa ultima a governare le sue opere, che contemplano il tempo, nel profondo significato dello scorrere della vita, trascendendola, scandita dall'alternanza tra vita compiuta e momento futuro, in cui la materia trasmuta in nuove forme e nuove vite, la sua essenza rivelatrice.

Sara Polidori



Forme in movimento

Terra e acqua, l'origine della vita, il percorso artistico di Luisa Magarò parte da questi elementi primordiali e dalla tecnica più antica, la modellazione, che consente un contatto diretto e immediato con la materia e produce esiti di grande forza espressiva.

Questa scelta non casuale nasce nell'adolescenza dell'artista quando le emozioni assumono quella forza dirompente e spingono all'urgenza dell'espressione. L'esigenza di dare forma e corpo al sentire si serve della materia e nascono così dalle sue mani figure e volti, come "La contadina", che interpretano, con lo sguardo spontaneo e istintivo, i classici del mondo antico e del Rinascimento (Donatello e i Della Robbia).

La ricerca, partita dalle forme famigliari del repertorio figurativo tradizionale, è solo l'inizio del viaggio che accompagna tutta la sua vita; come tutti i viaggi, inizia da un territorio conosciuto con il desiderio di esplorare tecniche e materiali diversi: la scultura, il legno, il marmo e la pietra, allontanandosi progressivamente dal modello naturalistico per concentrarsi sul puro valore espressivo della materia (come in Forma ed Occhio mistico).

La massa "liberata" dalla figura vive nello spazio, nasce, cresce, si muove nell'ambiente di cui fa parte, come una forma naturale di Henry Moore e finalmente diventa mezzo di elevazione spirituale, dove il divino prende forma nella materia (Rudolf Steiner), nella ricerca di volumi, di equilibri tra pieni e vuoti, tra forze centripete e periferiche, nel ritmo delle curve e del movimento puro in un rapporto costante con la vitalità della natura.

Il viaggio dell'artista continua, è una ricerca sempre più interiore di chi ritrova se stessa nell'essenzialità, nella stilizzazione della forma attraverso un numero limitato di segni, densi di significato, ispirati alla scultura celtica e all'arcaismo sacro.

Prof. essa Camilla Delsante

(Docente di Storia dell'Arte all'Istituto Professionale di Stato "Luigi Einaudi" di Rimini). 


La passione delle donne

Quando una donna si appassiona, non la ferma più nessuno!

E' il caso di Luisa, una donna a cui non basta insegnare, fare teatro... Non le basta perché lei è una donna appassionata! Appassionata della vita e delle sue manifestazioni creative e creatrici. Per questo crea. E lo fa attingendo ai suoi potenziali artistici così ben coltivati sin da ragazzina. Questa volta è la scultura ciò che nasce dalle sue mani e dal suo cuore. Una scultura non mentale ma sentita, intuita, lasciata accadere, per amore, per meraviglia, per onor dell'artista che in noi sonnecchia nonostante tutto.

Le sue opere nascono così, per magia della vita, della vitalità in atto. E dai marmi, dai legni, ma anche da forme già generate da Madre Natura, come le conchiglie, trova luogo un amore struggente. Un sentimento che nasce dalla forma come meditazione: la forma dal silenzio, dalla contemplazione. La scultura, allora, semplicemente si manifesta come disponibilità dell'essere ad essere indefesso creatore. Nella ragione del non poterne fare a meno.

Questa è la passione di Luisa, che lei, volentieri, ridona al mondo.

Monica Colosimo


Sintesi critica

Credo che il mio percorso di esplorazione artistica sia riassumibile in tre tappe fondamentali, sempre che si possa riassumere una ricerca che continua.

Un primo momento ricco di emozioni e carica adolescenziale che corrisponde alla scoperta della ceramica come elemento scultorio, con un approccio più vicino al figurativo, al decorativo.

Un secondo momento di ricerca ed esplorazione della forma e del movimento nei suoi elementi aerodinamici e sensuali. In questa fase si inquadra l'esperienza e la formazione steineriana la scoperta di materiali nuovi come il marmo e il legno, un nuovo modo di osservare e prendere ispirazione dalla natura.

Il periodo più recente è legato anche a frequenti soggiorni in Scozia ed Inghilterra, dove un maggiore contatto con la natura e nuove esperienze di vita (comunitaria unitamente alla scelta di isolamento e contatto essenziale con elementi naturali) mi hanno portato ad una ricerca di essenzialità e naturalità quasi primitiva, al bisogno di esprimere un'energia di sapore primordiale.

Sia nella scelta di lavorare con le pietre, sia in esperimenti di Landart, il rapporto con la natura, così come la meditazione, hanno trasformato la mia esperienza interiore ed il mio sentire.

Cerco di fare nell'arte quello che Bruner diceva in pedagogia, l'abilità dell'educatore è spiegare cose difficili in modo semplice, universale così che un bambino possa capirle. Così per me la ricerca artistica è interagire con la materia e la natura per coglierne l'essenzialità e l'universalità dell'esperienza umana e ridonarla al mondo cui appartiene.

Luisa Magarò

Chi cerca Opere e sculture in ceramica, sculture in pietra, sculture in legno, sculture in gesso, sculture in marmo, lavorazione terra cotta, arte, teatro e articoli

Trova Luisa Magarò - Via Macallè n.10, 47900 Torre Pedrera di Rimini - E.mail: luisa.lak@libero.it - Cell. (+39) 333.1872241