Autopresentazione
La passione per la ceramica ha accompagnato la mia adolescenza.
Ho frequentato una delle più prestigiose scuole di ceramica di Milano,
dove amavo spendere le mie serate, coccolata dai colleghi più grandi.
Ricordo che la mia prima scultura
"La contadina" fu proprio un omaggio ad una compagna di corso che si era prestata per il ritratto. Dai vasi e piatti il passo alla scultura fu breve, così come scoprire che più della decorazione mi attirava la modellazione. Il contatto con
l'argilla, con la terra e con l'acqua, oltre a regalarmi una grande sensazione di rilassamento, permetteva alle mie mani di esprimere
ciò che con parole o suoni era inesprimibile.
Negli anni dell’università i miei interessi artistici si trasferirono in ambito teatrale, nella recitazione
l'intera postura e la voce prendevano "forme" diverse e mi permettevano di esprimere quella parte creativa di me che voleva immedesimarsi in diversi personaggi. Sperimentare le possibilità e varietà espressive,
così come sperimentare le varietà di stile dal tragico al comico per trovare lo stile a me più consono . Recitare era come un gioco, dare vita ad
un'altra parte di sé.
La ceramica intanto nel mio percorso individuale diventava sempre più orientata alla scultura, dal figurativo al simbolico, dal bassorilievo alla tridimensionalità. I classici erano sempre
lì come un modello da imitare ma non da seguire, non per presunzione ma per esigenze personali.
Io avevo altro da raccontare. L'anima seguiva le mani e la mente si lasciava dolcemente plasmare da esse. Anche la creta era un gioco, cambiavano solo le regole.
L'esperienza di grafica pubblicitaria è stata una tappa intermedia che mi ha portato ad approfondire il linguaggio essenziale delle immagini e della forma, mirando a sperimentare e migliorare la qualità della comunicazione.
Via via mi sono avvicinata ad un percorso interiore, passando dalle arti marziali allo yoga,
all'incontro con la filosofia di Rudolf Steiner, che ha orientato la mia ricerca su un piano pedagogico- artistico, di tipo spirituale.
Spesso quando parliamo di spiritualità pensiamo agli angioletti ingenui con le
alucce e sorridenti, o all'incongruenza di tanti hippies, partiti per seguire qualche guru in India, e tornati con una tale
"illuminazione" da non vedere più il mondo intorno o non tornati affatto.
Niente di tutto questo, per me la ricerca spirituale passa attraverso
l'arte e la "metamorfosi dell'anima", per parafrasare un libro del filosofo austriaco, che avviene
nell'uomo quando ne cerca la sua essenza. Ho avuto modo di conoscere la scultura di ispirazione steineriana e approfondire il valore
dell'arte nella formazione dell'individuo, concepita non solo come metodologia didattica ma anche come vero e proprio mezzo di elevazione spirituale, dove il divino prende forma nella materia. La
tensione creativa è un continuo compromesso tra la materia e il tuo impulso, tra forze creatrici e distruttrici, nella ricerca
di equilibrio e armonia, mentre il mentale si lascia assorbire dalla terra stessa,
come in meditazione quando entri in contatto con l'essenza più profonda, che ti fa essere
più vero. Compito dell'artista è
entrare in contatto con la divinità e lasciarsi fluire nel ciclo creativo della vita.
Le tecniche e le forme sono solo il rivestimento di questo processo.
Recentemente l'incontro con lo scultore Silvano Angelini mi ha permesso di entrare maggiormente a contatto con
l'approccio più didattico dell'arte steineriana attraverso
l'acquarello. Mentre al ceramista Gio' Urbinati devo
l'approfondimento di tecniche di smaltature e di ceramica Raku.
Nel mio attuale lavoro di insegnante di materie umanistiche presso un
Istituto Professionale di Rimini, cerco di utilizzare l'approccio artistico come metodo didattico,
con tecniche di pedagogia Waldorf.
Colgo l'occasione per ringraziare mia nonna, mia zia, mia madre e tutte le persone che, negli anni, hanno creduto in me e mi hanno incoraggiato.
Luisa Magaro'
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